UN GIORNO QUESTO DOLORE TI SARÀ UTILE – PETER CAMERON

James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d’arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d’altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell’artista giapponese che vuole restare Senza Nome. Per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un’alternativa all’università («Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché»), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite – la lettura e la solitudine –, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio…

Recensione

Recensioni arretrate che probabilmente non smetterò mai di rincorrere, ma da qualche parte si dovrà pur cominciare e quindi la mia scelta di oggi è caduta su Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron.
Autore che non ha bisogno di presentazioni e un titolo tremendamente affascinante, caratterizzato da questo avvertimento profetico che ti fa pensare “Speriamo!”; roba che alla fine lo prendi perché spinta dai sentimenti di compartecipazione che inevitabilmente ti suscita.
In realtà uno degli altri motivi che mi ha portato all’acquisto e alla lettura del testo è il fatto che su molti articoli e recensioni in proposito, si trova il riferimento a Salinger e al Giovane Holden, per alcuni azzeccatissimo per altri pura eresia. Ad ogni modo, essendo stata in gioventù una fan accanita di Vattelapesca e compagnia, questa associazione unita alla simpatia (intesa letteralmente come sympatheia) del titolo mi ha fatto dire: lo voglio!

Risultato: dieci su dieci. Capisco che alcuni ritengano assurdo paragonare all’opera di Salinger questo romanzo, certamente ci sono delle differenze, anche piuttosto marcate, relative allo stile, alla capacità narrativa… stiamo per sempre parlando del buon J.D., ma anche io mi accodo a chi ha sostenuto questa analogia, perché i sentimenti e le sensazioni che ho provato, durante la lettura, sono stati molto simili.
Risate folli, stupore, il pensiero costante “Ma il protagonista gira a cento?”, che mi ha accompagnato pagina dopo pagina, la meraviglia e la commozione. Tutti aspetti che avevo già avuto modo di vivere con il Giovane Holden, ma con una cosa in più, ovvero la mia età!
Se il capolavoro di Salinger, che comunque era stato super apprezzato, mi era stato dato come lettura dalla mia professoressa di italiano del ginnasio, e quindi non avevo, a mio parere l’età adatta per carpire al meglio le sfumature di quel testo, nel caso del libro di Cameron ho avuto modo, essendo passati circa dieci anni dal mio ginnasio (aiuto!!!), di leggerlo con delle consapevolezze diverse e una mente capace di farmi cogliere la meraviglia che sta dietro questo scritto e che, secondo me, è il vero punto in comune con il romanzo di Salinger, ossia… (e poi la smetto perché non volevo cadere nella recensione come confronto tra i due libri, ma la mia incapacità di sintetizzare non mi sta aiutando nell’intento) l’inebriante flusso dei meravigliosi quanto comuni pensieri di un giovane diciottenne vagamente cervellotico.

Ora, focalizzandoci finalmente su James, il protagonista del romanzo di Cameron, ciò che emerge è questo: un brillante adolescente, alle prese con un cambiamento importante, la scelta relativa a se e come continuare il proprio percorso di studi, con la scoperta della propria sessualità e con una famiglia circostante nella quale ogni membro è preso dalle proprie cose e nessuno sembra poter dare retta al piccolo di casa. Tutti aspetti che potrebbero giustificare approfondimenti e delucidazioni, ma che rimangono invece, pacatamente sullo sfondo, facendo da scenario ai movimenti del protagonista.
Questa scelta dell’autore di non enfatizzare niente della vita di James, lasciando solamente lui, con tutti i suoi ragionamenti e pensieri, in primo piano, rende la narrazione scorrevole e divertente, pur mantenendo sempre una vena di serietà. La riflessione, il continuo pensare nella mente, il costante domandarsi e la ricerca di risposte del protagonista sono infatti gli elementi che costituiscono questo romanzo di formazione.

Un romanzo che, a mio avviso, si fa carico di un compito importantissimo, Ricordarci cosa conta e cosa no. Perché la sensazione principale che ho avuto io, leggendo della madre, del compagno, della sorella e di tutti coloro, che ruotano attorno all’esistenza di James è, che nessuno, eccetto la nonna, abbia tempo per ascoltarlo. Nessuno riesce, preso come è ad inseguire le cose della quotidianità, a dedicare una minima attenzione a questo giovane uomo in difficoltà.

Questo mi ha fatto molto riflettere e non ho potuto fare altro che notare una corrispondenza piuttosto lampante con la situazione che attualmente caratterizza la società odierna e il modo di muoversi in essa. Il nostro mondo ha scelto di dedicarsi alla banalità delle cose, dimenticando il senso dell’esistenza che io, da brava studentessa di pedagogia, non posso fare a meno di credere risieda nel prendersi cura dell’altro. Non solo e non per forza, in modo pratico, ma anche e soprattutto attraverso la capacità di entrare in contatto con chi ci sta intorno, tramite l’ascolto e la relazione.
La realtà di oggi ci consente molto meno di un tempo di “occuparci” di questi aspetti e forse noi, troppo distratti dal futile, ce ne stiamo dimenticando senza la dovuta preoccupazione.

A mio parere questo libro costituisce un valido ed accessibile spunto per ripensare a quanto detto sopra e, perché no, provare a modificare gli aspetti del nostro comportamento che contribuiscono ad allontanarci dall’altro per dedicarci solo all’oggetto.
Per i messaggi di sostanza che porta, attraverso una narrazione divertente e per nulla pesante, trovo che questo romanzo sia un must e per questo ve lo consiglio!

La citazione che ho amato

“Ho solo diciotto anni. Come faccio a sapere cosa vorrò nella vita? Come faccio a sapere cosa mi servirà?”.

TITOLO: Un giorno questo dolore ti sarà utile
AUTORE: Peter Cameron
CASA EDITRICE: Adelphi
ANNO: 2007
PAGINE: 206
PREZZO: 10 €

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