LA VALLE OSCURA – ANNA WIENER

Sull’onda di un disperato bisogno di leggere in cartaceo ho comprato questo libro qualche giorno prima che iniziassero le vacanze di Natale. Ci tenevo un sacco. Un po’ perché leggere un Adelphi Fabula è sempre un buon modo per dare una botta alla propria autostima, non proprio altissima nel mio caso, un po’ perché, da buona umanista senza competenze matematiche né alcuna velleità di carriera aziendale, il memoirdi Anna Wiener mi è apparso da subito il perfetto tramite per scrutare dentro un abisso che oltre ad incutermi timore mi è del tutto estraneo e allo stesso tempo per colmare le numerose lacune che ho su temi che, in quanto umana, mi interessano molto. 

Silicon Valley, bolla immobiliare a San Francisco, big data, start up sono solo alcune delle parole che nella lettura di questo testo continuano ad emergere e che possono facilmente far capire di cosa stiamo parlando. O meglio di cosa Anna vuole raccontare. Se non fosse stato pubblicato qualche anno dopo la fine della sua esperienza nella “valle oscura”, questo libro, oltre che una confessione, sembrerebbe soprattutto una cosa: un grido di aiuto. 

È il 2013, la giovane Anna vive a New York e lavora in ambito editoriale, conducendo una vita relativamente tranquilla. Come tutti i neolaureati sogna un futuro dove stabilità e successo, uniti ad una buona dose di soddisfazione personale possano farla andare a letto serena. Le sue relazioni sociali la rendono abbastanza contenta e non c’è quasi nulla che la sconcerti se non gli inevitabili strascichi su una mente sensibile di “quattordici anni di formazione umanistica e modelli aspirazionali altoborghesi”. Ad un certo punto però questa apparente serenità si spezza. Anna si rende conto di volere di più.

“Volevo un lavoro che fosse intellettualmente coinvolgente, e volevo farlo assieme a persone curiose e brillanti. Volevo progetti a lungo termine. Volevo fare qualcosa di importante”.

Sull’onda di questo crescente bisogno, Anna passerà i successivi anni lavorando all’interno della realtà digitale, portando avanti cospicui incrementi di stipendio e di ruolo, che corrisponderanno ad un aumento della sua frustrazione e delle sue difficoltà. Nel libro-confessione che “La valle oscura” rappresenta, Anna ci racconta ognuno di questi passaggi; l’approdo al mondo del digitale comincia con qualcosa di simile ed apparentemente vicino alla dimensione editoriale, da cui lei proviene. La “start up di ebook”, come lei la definisce, sarà il primo gradino del percorso che la porterà a trasferirsi in Silicon Valley e di conseguenza ad immergersi anima e corpo nel mondo dei big data e della sorveglianza digitale. Facendosi via via sempre più consapevole delle contradizioni morali ed etiche che pervadono questi ambiti, dopo alcuni anni, la Wiener prenderà la decisione di abbandonare questa carriera e le sue complessità. E questa come potete immaginare è la fine del libro. Ma come spesso accade nei testi che si fanno portavoce di un messaggio più grande, non ha importanza, se non per fini puramente orientativi, né l’inizio, né la fine della storia, ma solo quello che c’è in mezzo. 

In oltre trecento pagine di autentica e spassionata narrazione, coadiuvata da una penna brillante e da una dose di adorabile ironia, la Wiener traccia uno scenario incredibilmente realistico e ben definito, in grado di catapultare anche il lettore più ignaro e avulso dallo scenario contemporaneo, nel mezzo dei dilemmi che caratterizzano la nostra epoca.

Per poter parlare davvero di questo libro, bisognerebbe dilungarsi per ore. Ogni macro area che viene introdotta, non è semplicemente raccontata, ma attraverso la narrazione viene quasi indagata, aprendo ogni volta una lunga lista di interrogativi a livello sociale, economico e soprattutto etico. Domande e dubbi ai quali è impossibile non avere voglia di trovare una risposta. 

Difficile in poche righe racchiudere il senso e il valore di questa opera, difficile di sicuro per me, che non sono critica letteraria e che ad ogni riga ho il terrore di esprimermi nella maniera sbagliata, rischiando di sminuire l’ampiezza e la profondità dei temi che vengono trattati in questo testo.

Per poter dare un’immagine sintetica del senso di questa lettura prendo a prestito una parola che ho utilizzato varie volte, per descrivere l’opera in questione, anche e soprattutto mentre la leggevo. La parola è inquietante; questo libro trasmette inquietudine. 

Di seguito descriverò brevemente le aree dove il sentimento di sgomento e paura per una radicalizzazione eccessiva e una deviazione pericolosa hanno preso il sopravvento. In estrema sintesi: dove emerge la follia.

Cominciamo dall’ambiente. La fauna che abita questa tipologia di aziende è incredibilmente eterogenea e “aperta”, ma dietro a questo mantra dell’accettazione e della valorizzazione della persona in quanto unica e capace di dare un contributo personale ed irripetibile, si nasconde un’opera di standardizzazione del singolo che trova la sua massima possibilità di espressione nelle felpe con il logo aziendale, nel fatto che i dipendenti di queste realtà si chiamino reciprocamente con i loro nick nameusere in tutti quei “benefit” come il calcetto, la sala cinema o la palestra aziendale. Ogni cosa, ci spiega Wiener, è studiata per farti aderire sempre di più e con sempre maggiore partecipazione alla “causa”. 

Uno degli aspetti che mi ha più colpita poi è la questione abitativa di quella zona d’America. Mi sono sentita davvero ignorante quando ho realizzato di non conoscere come l’area di San Francisco sia fulcro di una situazione ingarbugliata, paralizzata dalla burocrazia, per cui la Wiener con uno stipendio da sessanta mila dollari all’anno (!?!?) potesse permettersi solo un monolocale a milleottocento dollari al mese. WTF? Ed informandomi meglio, grazie soprattutto al podcast Quasidì a cura di Ilenia Zodiaco e Valentina Tomić, ho compreso che è davvero così. Una serie di leggi legate a questioni urbanistiche (di cui ignoro motivazioni e provenienza) consentono agli abitanti storici della città più famosa della west coast di porre un veto sulla costruzione di nuovi immobili. Formalmente l’idea è quella di evitare il proliferare di quartieri dormitorio, in realtà questa possibilità consente ai cittadini, vista l’intensità della domanda e la scarsità dell’offerta, di continuare a speculare sugli appartamenti di loro proprietà chiedendo affitti abnormi per case tugurio, generando una crisi abitativa e sociale che non ha precedenti. 

Infine, anche se ci sarebbero altre cose da elencare, il maschilismo e la misoginia che pervadono l’ambiente delle “illuminate” start up della democraticissima Silicon Valley è forse l’aspetto che più mi ha lasciata di sasso. Wiener racconta un universo parallelo dove la figura femminile, la preparazione accademica e le attitudini pratiche della donna, i ruoli a cui può ambire e le possibilità di crescita si collocano in un’imbarazzante disparità se paragonate alle rispettive condizioni per gli uomini. 

Vorrei parlare anche dell’inquietantissimo, sì è il caso di ripeterlo per rafforzare l’indignazione, concetto della sorveglianza, ossia della raccolta dei dati come nuova merce di scambio del nostro secolo, il prodotto che ha finito per arricchire fino all’immaginabile, quei vent’enni californiani che sono partiti smanettando nei loro garage. Vorrei parlarne, ma ammetto che su questo punto, seppur sia rimasta basita, ho fatto anche tanta fatica; ci sono dei tecnicismi e degli aspetti specifici che da profana ho davvero trovato di difficile comprensione e quindi mi astengo dal commentare questa tematica, pur avvalorando e condividendo la tesi che considera tutto questo profondamente sbagliato ed allarmante. 

Solo da questo piccolo assaggio che ho messo insieme, mi sembra si possa comprendere come il testo sia prima di tutto una denuncia. Contro chi? Contro il sistema. Sì, il sistema, non quello dei gomblotti naturalmente, ma quello che costituisce il meccanismo di sfruttamento mediatico ed emotivo dell’essere umano. È stata brava Anna? Penso proprio di sì. Ha dato alla sua esperienza complessa e traumatica una voce e l’ha fatto nel migliore dei modi, affidando alla scrittura ogni suo turbamento. Lo consiglio? Se siete persone appassionate del mondo che ci circonda e dei problemi che lo popolano… assolutamente sì!

TITOLO: La valle oscura
AUTORE: Anna Wiener
CASA EDITRICE: Adelphi Edizioni
ANNO: 2020
PAGINE: 309
PREZZO: 19 €

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